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  • Federico Garau

Casa Serena: Comune e sindacati decidono il futuro di Iglesias Servizi. Fuori gli altri operatori.

Sedotti e poi abbandonati. È questo lo stato d'animo dei 32 operatori delle ditte d'appalto (13 addetti alle pulizie, 10 addetti alla cucina e 9 addetti alla lavanderia) che ormai da quasi un anno hanno perso il posto di lavoro presso l'ex istituto per anziani denominato Casa Serena.


Ad aumentare la delusione degli operatori è stata la recente convocazione (4 Maggio, presso gli uffici di Via Isonzo) da parte del Comune di Iglesias, dei sindacati CGIL, CISL e UIL e dell'amministratore unico di Iglesias Servizi, Andrea Testa. L'obiettivo di questo incontro? Discutere della verifica del piano industriale di ricollocazione in altri servizi dei lavoratori della società in house (Iglesias Servizi, ndr). Dalla chiusura di Casa Serena infatti, sono 30 i lavoratori della società in house in attesa di ricollocazione. Sia ben chiaro, la ricollocazione nei diversi servizi cittadini dei lavoratori di Iglesias Servizi non è un problema, come da contratto infatti i dipendenti della società in house hanno tutto il diritto di conoscere il loro futuro professionale, lo stesso che l'amministrazione comunale di Iglesias, in possesso del 100% delle quote della società in house, deve stabilire.


L'unico problema sta nel fatto che la chiusura di Casa Serena, che per anni ha marciato grazie agli ingenti finanziamenti regionali (diversi milioni di euro ogni anno, ndr), al momento della sua chiusura ha creato un grande e grave problema occupazionale all'interno della Città di Iglesias. A pagarne le conseguenze più gravi sono state le 32 famiglie che dipendevano dalle aziende in appalto presso la struttura per anziani, le stesse che non hanno ritrovato collocazione dopo la chiusura dell'istituto.

Le stesse famiglie che hanno sperato fino all'ultimo nel mantenimento delle promesse da parte dell'attuale amministrazione comunale, in primis del Sindaco Mauro Usai, il quale in un primo momento ha sempre ribadito la sua vicinanza e la volontà di trovare una soluzione al problema.


È chiaro però che dopo quasi un anno siano stati scoperti in maniera palese i piani dell'amministrazione, ovvero quello di non occuparsi più di coloro che facevano parte delle ditte in appalto, ma riservare l'attenzione solamente nei confronti di coloro che dipendono dalla società in house, su cui il Comune ha diretta e piena responsabilità.


Che fine faranno i 32 lavoratori che ad oggi si ritrovano senza lavoro? Una cosa è certa, non riceveranno nè la solidarietà, nè il supporto di questa amministrazione comunale, la stessa che in campagna elettorale però, si procurò una gran parte del sostegno sulla promessa di una NON chiusura di Casa Serena.


"Abbiamo già manifestato più volte, sia in aula consiliare che al di fuori, la nostra volontà come minoranza di non dimenticare i 32 lavoratori rimasti senza lavoro. Sembra sempre più evidente come in città esistano cittadini e lavoratori di serie A e di serie B. Impossibile rimanere impassibili sapendo che ci sono famiglie che oggi non riescono ad andare avanti in mancanza di quello stipendio"

Ha dichiarato Federico Garau (Movimento 5 Stelle), che conclude:


"Chissà come sarebbero andate le elezioni se l'attuale amministrazione fosse stata chiara fin dall'inizio sul futuro di Casa Serena. Troppo facile prendere i voti sulla base di false promesse e poi dimenticarsi della problematica una volta eletti. Spero che chi di dovere non si dimentichi di questa situazione in futuro. La mia totale vicinanza va a tutti i lavoratori delle ditte in appalto che sono rimasti tagliati fuori dalla chiusura di Casa Serena e che fino a oggi non hanno trovato altre alternative lavorative."
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