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  • Federico Garau

Referendum 2020: Tre buone motivazioni per votare SI

Aggiornamento: 17 set 2020

Fra pochissimi giorni l'intera nazione avrà la possibilità di riscrivere la storia politica del nostro paese. Con il Referendum del 20 e 21 Settembre infatti, qualsiasi cittadino italiano avente diritto al voto, sarà chiamato a scegliere se ridurre oppure no, di 345 unità, il numero di parlamentari!


Un argomento che ha visto in queste settimane affrontarsi a suon di confronti i sostenitori delle varie fazioni, ma soprattutto abbiamo visto emergere le più grandi e fantasiose bugie da parte dei sostenitori del fronte del no, che pur di continuare a sostenere la vecchia logica politica, fatta di assenteisti e nullafacenti, si sono trasformati in mentitori seriali. Ne abbiamo sentito di cotte e di crude, di qualsiasi genere, ma ancora oggi alcuni di voi non hanno ben chiaro un concetto: cosa comporta tagliare il numero di parlamentari?


Vediamolo insieme in soli 3 punti!

1) Sfatiamo un falso mito: NON verranno tolte le rappresentanze a nessun territorio.

Questo infatti è il cavallo di battaglia dei sostenitori del fronte del NO che, nel tentativo di intimorire e spaventare i meno informati, hanno riempito il web di fake news asserendo che, qualora dovesse vincere il SI, molti territori non avranno più dei rappresentanti in parlamento. Nulla di più falso! Innanzitutto la rappresentanza riguarda i cittadini/elettori e non i territori, la riduzione dei parlamentari porterà ad una nuova ed equa ripartizione dei parlamentari su TUTTO il territorio italiano, ovviamente inutile dire che il tutto sarà accompagnato nell'immediato da una nuova legge elettorale entro la fine del mese.


Con il taglio dei componenti del parlamento infatti, nessun territorio sarà sotto rappresentato, e tutti i territori avranno i loro rappresentanti parlamentari eletti in proporzione al numero di abitanti. Basti pensare che oggi, la Regione Basilicata, con una popolazione di 600mila abitanti riesce ad eleggere 7 Senatori, mentre la Regione Sardegna invece, con una popolazione di 1,5milioni di abitanti, ne elegge solamente 8.


Rimarrà inoltre inalterata la rappresentanza delle minoranze politiche, in quanto tutti i seggi, indistintamente dall'appartenenza, verranno ripartiti in maniera proporzionata.


Ancora, in tutti questi anni abbiamo visto crescere a dismisura i numeri di Consiglieri Regionali e Consiglieri Provinciali, gli stessi che per l'appunto rappresentano veramente (o almeno dovrebbero) il territorio locale.


Ragion per cui è facile capire che, chiunque vada a toccare questo argomento parlando di taglio della democrazia, si identifica in quel tipo di persona che vuole continuare a favorire un parlamento al cui interno troviamo (per ben un terzo del numero totale) assenteisti di prima categoria, persone che sono state elette in territori di non loro appartenenza, persone che da Palermo si fanno eleggere a Milano e viceversa, proprio perchè nel loro territorio di origine non sono più considerati da nessuno, e dunque per questa ragione vanno alla ricerca di un seggio facile, garantito dal partito, pur di essere eletti. Sarebbe questa la così tanto conclamata rappresentanza territoriale? La verità è soltanto una, con la riduzione dei parlamentari avremo un parlamento più efficiente, diminuirà la quantità dei parlamentari, ma ne aumenterà la qualità.


Un parlamento con meno persone è un parlamento che va verso la modernizzazione e si allinea a quelli che sono gli standard di tutti gli altri stati europei.


Ridurre il numero di parlamentari significa velocizzare l'iter normativo, ormai oggi troppo spesso ostacolato da un eccessivo numero di protocolli, emendamenti, ostruzionismi e tanto altro da parte delle minoranze.


Ridurre il numero di parlamentari significa finalmente snellire anche le commissioni e la loro funzionalità.


Con il taglio di 345 parlamentari, ognuno dei componenti sarà una persona con maggiore responsabilità politica verso il territorio ed i cittadini che lo hanno eletto, sarà una persona identificabile da tutti coloro che l'hanno votato, una persona che non potrà più nascondersi tra la massa e dunque non potrà più svolgere il ruolo dell'assenteista.


Immaginate di stare in una stanza con 50 persone, riuscireste ad accorgervi dell'assenza di uno qualsiasi? Provate a porvi la stessa domanda, sapendo però che questa volta il numero dei presenti è pari a 20. Ecco, meno parlamentari, più identificabilità tra ognuno di loro.


E poi diciamocelo chiaramente, ancora prima del referendum, il taglio dei parlamentari è come se esistesse già, un terzo di loro puntualmente non frequenta le sedute di Camera o di Senato, riuscendo ad avere delle percentuali elevatissime di assenza (Matteo Salvini: 90% di assenze e Giorgia Meloni: 70% di assenze), ma tutti loro hanno una cosa in comune: nonostante le assenze, lo stipendio lo percepiscono per intero!



2) I geni dell'economia: Coloro che paragonano il risparmio ottenuto dal taglio dei parlamentari, all'intero bilancio dello stato.


Probabilmente si credono dei mancati candidati al Nobel per l'economia, o magari sono dei semplici allocchi e tuttologi che non ne azzeccano una manco suggerendogliela, ma la verità è che è assolutamente ridicolo paragonare il risparmio ottenuto con la riduzione di 345 parlamentari all'intero bilancio dello stato.


Partiamo dal presupposto che tagliare i costi della politica è un qualcosa che i comuni cittadini chiedono da anni. Siamo stanchi di vedere una politica fatta di privilegi, indennità esageratamente smisurate al lavoro svolto e privilegi che nessuno di noi vedrebbe neanche in due vite!


Ma se proprio vogliamo essere precisi, chi oggi schernisce la bassa influenza che 500 milioni di euro (soldi risparmiati in una legislatura con il taglio dei parlamentari, ndr) hanno sul bilancio dell'intero stato italiano, evidentemente non ha ancora capito che se proprio dovesse fare un rapporto/confronto, lo dovrebbe fare con il bilancio del parlamento (Camera e Senato), palesemente di molto inferiore rispetto a quello dell'intero stato italiano, dove la percentuale di influenza sul risparmio, sale notevolmente.


Paragonare il tutto all'intera spesa pubblica italiana, significa non avere la minima idea di ciò che si sta dicendo, ergo sono persone da cui prendere le distanze, in quanto potrebbero contagiarvi il virus dell'ignoranza.



3) Il taglio dei parlamentari è un argomento che ha origini molto lontane.


Già i nostri padri costituenti affrontarono questo argomento, persone eccelse come Giovanni Conti, Luigi Einaudi e Gaspare Ambrosini furono i pionieri del pensiero che il numero dei parlamentari fosse un qualcosa che dovesse essere controllato e ridotto. Famose sono (e resteranno), le parole che Luigi Einaudi pronunciò dinnanzi all'assemblea costituente, quando disse "Quanto più grande è il numero di componenti di un'assemblea, tanto più essa diventa incapace di compiere l'opera legislativa!"


È palesemente chiaro a tutti, dunque, che il numero di parlamentari è inversamente proporzionale all'efficienza del parlamento, ed i risultati di questi ultimi trent'anni di politica nazionale ne sono l'esempio lampante!


Bene, questi sono solamente tre, di tanti punti, che potrebbero essere affrontati per spiegare perchè il SI sia l'unico vero voto da scegliere per questo referendum.


Abbiamo una grande opportunità, la stessa che potrebbe non ripresentarsi più in futuro, perciò ora o mai più! Il 20 e 21 Settembre VOTA SI per ridurre il numero dei parlamentari!

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