Pronto soccorso di Iglesias, l'apertura di domani rischia di saltare. News e aggiornamenti.


L'ingresso dell'Ospedale CTO di Iglesias

L'apertura del Pronto Soccorso del CTO di Iglesias momentaneamente risulta essere sempre più in salita. Quella che risultava essere un'apertura quasi certa per la data del 22 Agosto, potrebbe invece slittare di qualche giorno, rimandando dunque la riapertura dei cancelli.

La comunicazione: Secondo quanto dichiarato dalla direttrice generale della ASL Sulcis, Giuliana Campus, nel giro di pochi giorni sono pervenuti all'azienda ASL, sei (6) certificati di malattia da parte dei medici di rianimazione, specialisti senza i quali non è possibile tenere aperto il pronto soccorso.


Nonostante infatti l'organizzazione dei turni fosse stata programmata come da accordi (dal lunedì al venerdì), se non dovesse rientrare almeno un medico dalla malattia, il pronto soccorso non potrà riaprire.


Così facendo, l'unico presidio ospedaliero che rimarrà attivo e disponibile per tutto il territorio risulta essere l'Ospedale Sirai di Carbonia, attualmente in difficoltà per l'elevato numero di utenze da gestire, già oltre il limite fisico che una struttura di quel genere può sopportare e sostenere.


Il grande assente:

Non è passata però inosservata l'assenza di Mauro Usai, Sindaco di Iglesias, durante la conferenza socio sanitaria convocata per la giornata di Venerdì 19 Agosto per le ore 12:00, che ha visto partecipare i Sindaci del Sulcis-Iglesiente.


Un'assenza che non ha stupito i suoi colleghi Sindaci del territorio. Sempre più isolato e sempre più solitario, il Sindaco Usai sta dimostrando di voler utilizzare un approccio totalmente diverso rispetto a quello dei suoi colleghi. Ai tavoli e alle riunioni con i vertici tecnici e politici sta preferendo i comizi personali, cosa che ovviamente non porta risultati concreti e tangibili se non il voler agitare le acque e gli umori dei cittadini di Iglesias, con lo sfruttamento del tema Sanitario per mera propaganda elettorale personale (nei prossimi articoli spiegheremo il tutto nei dettagli, senza tralasciare nulla). Di tutt'altro approccio e metodologia per la risoluzione dei problemi invece risultano essere gli altri Sindaci del territorio che, nonostante uno smarrimento iniziale, dovuto anche alla non facile organizzazione degli impegni che ogni primo cittadino è portato ad avere e rispettare ogni giorno, si sono uniti in maniera compatta nella battaglia a difesa della Sanità territoriale.


L'unità dei primi cittadini delle varie città del Sulcis-Iglesiente serve inoltre per fare chiarezza anche su alcune questioni poco chiare e abbastanza sospette: nell'ASL Sulcis erano presenti 12 medici, attualmente ne sono rimasti solamente 5, di cui 3 attendono una stabilizzazione professionale, al momento inesistente. Fatti per cui è richiesta chiarezza e verità, fattori individuabili però solo se ci si siede ai tavoli in compagnia degli altri Sindaci dei territori, non se si rimane isolati per fare i propri comizi con il solo fine di aumentare i propri consensi personali.

Tutti uniti, nessuno escluso:

Tutti i 23 Sindaci del territorio concordano su quanto sia importante la riapertura del Pronto Soccorso del CTO di Iglesias, punto strategico del territorio e struttura di fondamentale importanza per l'assistenza sanitaria dell'hinterland del territorio Iglesiente. Da San Giovanni Suergiu fino a Villamassargia, l'intero territorio è schierato a favore della riapertura del Pronto Soccorso Iglesiente, ma l'unica strada che i Sindaci ritengono idonea e quello del dialogo, del confronto, della pianificazione e la ricerca di soluzioni alternative per imprevisti di qualsiasi natura che impediscono la puntuale e piena riapertura del presidio ospedaliero.


Non resta che attendere la giornata di domani per vedere come si evolverà la situazione, in attesa che finalmente si possa sbloccare il problema della presenza dei medici, gli unici in grado di poter garantire l'apertura e il funzionamento del Pronto Soccorso.

Con grande probabilità, nella giornata di domani (22 Agosto) le porte del Pronto Soccorso di Iglesias resteranno chiuse, non ci resta che sperare in una presa di coscienza da parte dei vertici regionali ASL e politici, e sperare che possano nel più breve tempo possibile, avere la certezza di garantire la continuità di un servizio di vitale importanza per un territorio sempre più verso il collasso definitivo.

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